Un mucchio di adorabili prime volte, in un tempo così piccolo.
Le prime sgambettate incerte col girello, che non avrei mai voluto comprare, ma che poi ho comprato, cedendo alla tua voglia smisurata di scendere sul pavimento, non a gattonare, ma dritto sulle gambe tue.
La prima influenza, beccata insieme; i bambini nella sala d'attesa del pediatra l'hanno passata a te, tu l'hai passata a me. E siamo stati insieme svegli la notte, alternando - per fortuna - i picchi a 39: quando stavi bene tu, stavo una merda io, e viceversa.
Questa prima volta è stata mia: la febbre alta non mi ha fermata. Contavi solo tu: vederti mangiare di nuovo dopo un brutto mal di gola, la fronte fresca, il sorriso rinvigorito. Una forza intestina e primordiale mi ha portato a curarti, lavarti, coccolarti, nutrirti e vegliare su di te giorno e notte, senza crollare mai. Il giorno in cui finalmente entrambi siamo stati bene, mi sono lavata e pettinata, vestita per bene - ho tolto il pigiama - e ho scoperto di essere invincibile, almeno per quel giorno là.
La prima influenza, beccata insieme; i bambini nella sala d'attesa del pediatra l'hanno passata a te, tu l'hai passata a me. E siamo stati insieme svegli la notte, alternando - per fortuna - i picchi a 39: quando stavi bene tu, stavo una merda io, e viceversa.
Questa prima volta è stata mia: la febbre alta non mi ha fermata. Contavi solo tu: vederti mangiare di nuovo dopo un brutto mal di gola, la fronte fresca, il sorriso rinvigorito. Una forza intestina e primordiale mi ha portato a curarti, lavarti, coccolarti, nutrirti e vegliare su di te giorno e notte, senza crollare mai. Il giorno in cui finalmente entrambi siamo stati bene, mi sono lavata e pettinata, vestita per bene - ho tolto il pigiama - e ho scoperto di essere invincibile, almeno per quel giorno là.
Ma invincibile non lo sono.
A questo punto della mia vita, di svolta anagrafica, in cui il due sta mestamente lasciando il posto al tre, e qualche pelo perlato fa capolino sulla mia testa ormai scarna di chioma, mi chiedo cosa farò da grande. A parte essere la tua mamma.
Mi chiedo se è sano seguire quest'impulso di ritornare tra i banchi accademici, laurearmi un'altra volta, e inseguire il sogno americano di una cattedra. Ce la vedi la tua mamma, a fare la prof? Ma noi due siamo una squadra, una squadrina perfetta, penso. Una collaborazione d'amore esclusivo.
A questo punto della mia vita, di svolta anagrafica, in cui il due sta mestamente lasciando il posto al tre, e qualche pelo perlato fa capolino sulla mia testa ormai scarna di chioma, mi chiedo cosa farò da grande. A parte essere la tua mamma.
Mi chiedo se è sano seguire quest'impulso di ritornare tra i banchi accademici, laurearmi un'altra volta, e inseguire il sogno americano di una cattedra. Ce la vedi la tua mamma, a fare la prof? Ma noi due siamo una squadra, una squadrina perfetta, penso. Una collaborazione d'amore esclusivo.
La notte sogno spesso di essere piccolissima (bassa, non di età) e di trovarmi di fronte ad un'enorme macchina del caffè in ottone, all'ingresso della facoltà di Lettere. Sogno la mia vecchia casa di Catania, con un corridoio lunghissimo e buio, alla fine del quale immagino siano racchiuse tutte le mie angosce professionali, le mie competenze sfiorite, la voglia di restaurare la mente, ormai troppo incrostata di detersivo in polvere e residui di scarichi di lavandino. La tua mamma è un'altra cosa.
Sogno di non aver mai preso la Maturità, in un loop infinito di debiti da recuperare a settembre, mentre nella vita reale il mio debito si chiama Enel, e non si salda coi sogni, con gli investimenti improbabili, col tempo perso. Neppure con queste quattro parole, se non un po'.
Voglio regalarti una compagna d'avventura migliore, per questo mi ritufferò nelle pagine sottili di certi manuali che non ti dico, e - forse, magari - un giorno compierò quel sogno di essere una filologa, un'insegnante, una mamma e, ancora, una ragazza coi capelli corti.
Non so se il prezzo delle mie prospettive abbia già qualche rata saldata, se dovrò impegnarmi il doppio, o magari il triplo, ma voglio illuminare il corridoio, lo voglio forte, e voglio far spazio alla bellezza.
Le cose che pensa una mamma quand'è sola, non le pensa nessuno.
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