Caro figlio mio, che tu faccia il bravo o il monello, mettiamo in chiaro sin da subito che:
Babbo Natale arriverà.
Babbo Natale arriverà.
Perché mi sono sempre sentita triste quando ho visto un genitore strumentalizzare una festa e una figura felice, per ottenere dei risultati positivi dai propri bambini.
Ti risparmierò la bugia diffusa che "se fai il monello, Babbo Natale non viene!", perché è un ricatto che spegne la magia di questo momento e la trasforma in mercificazione dei sentimenti, dei comportamenti. Do ut des.
Adesso faccio un po' il bravo, giusto il tempo che ottengo ciò che desidero.
Ti risparmierò la bugia diffusa che "se fai il monello, Babbo Natale non viene!", perché è un ricatto che spegne la magia di questo momento e la trasforma in mercificazione dei sentimenti, dei comportamenti. Do ut des.
Adesso faccio un po' il bravo, giusto il tempo che ottengo ciò che desidero.
E allora io dico che non è così che voglio educarti, un mese all'anno, barattando la tua buona condotta con i Lego Ninjago.
Voglio che tu sappia che avrai il tuo regalo, sempre. Perché te lo sei meritato. E perché sarà da gennaio a dicembre che tuo padre ed io ci occuperemo di te, valutando le tue azioni, studiando strategie che le guidino verso il bene e l'ubbidienza. Ma anche alla ribellione, se necessaria.
Voglio che tu sappia che avrai il tuo regalo, sempre. Perché te lo sei meritato. E perché sarà da gennaio a dicembre che tuo padre ed io ci occuperemo di te, valutando le tue azioni, studiando strategie che le guidino verso il bene e l'ubbidienza. Ma anche alla ribellione, se necessaria.
Sentiti libero, come adesso sei, di sognare un uomo vestito di rosso e con una folta lana sul mento, o una fata che ti consolerà quando i denti lasceranno spazi vuoti nel tuo sorriso. E se ti lascerai prendere il nasino da qualche marachella, saranno i tuoi genitori a spiegarti che non va bene. Che non si fa così.
Ma Babbo Natale, non dubitare mai che arriverà.
Ma Babbo Natale, non dubitare mai che arriverà.
Perché ci saranno dei Natali in cui probabilmente non sarai felice come adesso. In cui ti mancherà qualcuno, in cui siederai da solo ad un tavolo mangiando delle lasagne fredde e guardando Barbara D'Urso in tv. Lei sarà vestita di paillettes rosse e avrà in studio una decina di soubrettine sbucate da solo il Signore sa dove. E ti verrà da piangere, e lo farai, ma sarà nel ricordo di certi alberi e certi Presepi e certi pacchi enormi da scartare che troverai il sollievo.
Probabilmente arriveranno dei Natali in cui ti mancherà il mio odore e quella sensazione di beatitudine di quando fiondi la testa sul mio seno, cercando la morbidezza dei miei maglioni di lana e i biscotti di papà.
Sarai felice, perché il tuo tempo di adesso addolcirà il tuo tempo adulto, fatto di biglietti aerei, bonifici non saldati, preoccupazioni per la nostra salute, bollette della luce e esami da preparare per la sessione di Gennaio. E alla sera, col tavolo tappezzato di appunti e fogli e libri ed evidenziatori rosa che io ti ho comprato come una pazza, sentirai che è proprio in quel momento che stai espiando la colpa di qualche monelleria commessa dieci, vent'anni prima. Quando tua madre avrebbe potuto dirti che, siccome sei stato monello, Babbo Natale non ti porta niente.
Probabilmente arriveranno dei Natali in cui ti mancherà il mio odore e quella sensazione di beatitudine di quando fiondi la testa sul mio seno, cercando la morbidezza dei miei maglioni di lana e i biscotti di papà.
Sarai felice, perché il tuo tempo di adesso addolcirà il tuo tempo adulto, fatto di biglietti aerei, bonifici non saldati, preoccupazioni per la nostra salute, bollette della luce e esami da preparare per la sessione di Gennaio. E alla sera, col tavolo tappezzato di appunti e fogli e libri ed evidenziatori rosa che io ti ho comprato come una pazza, sentirai che è proprio in quel momento che stai espiando la colpa di qualche monelleria commessa dieci, vent'anni prima. Quando tua madre avrebbe potuto dirti che, siccome sei stato monello, Babbo Natale non ti porta niente.
Tua madre avrebbe potuto dirti: adesso lo chiamo e gli dico che da casa nostra non passa.
Perché non hai fatto i compiti, mangiato i broccoli, lavato bene la piega dietro le orecchie.
Perché non hai fatto i compiti, mangiato i broccoli, lavato bene la piega dietro le orecchie.
E forse, stringendoti nel plaid di pile con un cane disegnato che ti ricorderà Zenzero e ti farà sorridere, mi penserai e sarai felice. Felice di non esserti venduto al mercato delle Micro Machines per un insopportabile pomeriggio di nuoto; felice che nella tua casa non ti è mancata gioia e libertà. E che nessuno ti abbia mai costretto a scegliere tra il tuo benessere e il suo. Sarai educato, non viziato, ma a modo mio.
Il carbone, vita mia, diamolo a chi non riesce a fare aria.
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