Aspettando ti prometto
che verrai prima di ogni altra vita, compresa la mia. Soprattutto la mia.
Che in nessun modo il mio amore strariperà, al punto da soffocarti, ammorbarti, paralizzarti, anche se è tanto e grande.
Che le mie paure non prevarranno sul corso normale della tua esistenza, compresi gli sbagli che farai e le sciagure che non potrai evitare. Insieme rideremo di un ginocchio che sanguina, di un graffio profondo, della febbre che anche tu acchiapperai, perché sei umano, e come gli umani soffrirai.
Ti prometto che mai smetterò
di aver cura di me, della mia salute e del mio intelletto, e che, se non proprio fiero di tua madre, sarai sereno nel saperla completa, sana, non rotta per sua volontà. E se pure le vicende mi romperanno, avrò cura che questo non sia un peso, che tu non ne soffra troppo.
Ti prometto che non pagherai
per i miei errori, perché ne ho fatti e ne farò a migliaia, ma non sarà tuo il compito di cancellarli, arginarli, giustificarli. Non dovrai scusarti per le mie mancanze col mondo, né sentirti responsabile della donna che sono. Avrai già tutta una vita tua per quale imbarazzarti, sgridarti, correggerti.
Ti prometto che il mio credo e le mie convinzioni
resteranno mie, e da uomo libero lascerò che tu ne abbia delle tue, diverse e non condivisibili, ma sacralmente tue. Lo farò, non in silenzio, ma argomentando con te, senza sopraffarti, schiacciarti, ridurti.
Nessuno mai potrà importi come pensare, cosa dire, sentire.
Ciò che io non ho realizzato nella mia gioventù, non sarai obbligato a renderlo tu realtà. Sei altro da me, non mi appartieni.
Ti prometto che sarò imperfetta
e ti concederò di migliorarmi, di ripulirmi, di purificarmi, se in me vedrai contrasti e sbavature. Che non ti rimetterò i miei debiti con la vita, le inquietudini che ho patito e che ogni giorno mi chiederò se la mia stanchezza, in qualche modo, ti ha fatto soffrire o tolto del tempo prezioso per giocare, ridere, essere felici insieme.
"Quante cose belle ho fatto con mia madre, non si annoiava mai!", così vorrei che tu mi ricordassi, sempre pronta a rifiorire e reinventarmi. Non appassita.
Ogni giorno ti ricorderò
di come mi hai arricchito e di come ho dedicato a te la mia intera vita. No, per questo non dovrai sentirti debitore.
Continuerò a essere una donna e la compagna di tuo padre: ci vedrai sempre sinceri reciprocamente, innamorati, e mai per un secondo dovrai chiederti se scegliere di stare dalla mia parte o dalla sua.
Non ti sarà proibito
di sporcarti, sudare, giocare con gli animali, nuotare nel mare, ascoltare le storie, sognare in grande, agire in piccolo, volteggiare nel fluire veloce dei tuoi giorni, sviluppare infezioni, ansie, microbi e batteri. Niente ti farà paura, se non i fantasmi che abitano sotto i letti: quelli non smetteranno di farti paura mai.
Non ti prometto ciò che non posso mantenere
e cioè che non avrò paura del mondo là fuori: della droga, dell'alcool, degli incidenti stradali, del soffocamento, delle risse al sabato sera, degli sport estremi, degli incendi e della mafia. Ma il destino, in fondo, fa quello che vuole, e ciò che mi resta da fare è sperare che la stella che ti conduce al mondo sia buona e splendente, e ti conceda una vita lunga e sicura, senza grandi brutti ricordi.
Ti prometto che dal momento che ti stringerò
tra le mie braccia, sarò già migliore: più umile, lavoratrice, entusiasta, allegra, e che non proverò mai ad esserti amica: sono tua madre. E ti educherò nel rispetto del mare, dell'ambiente, del tuo prossimo, dell'uso delle parole e della compostezza. Sii gentile sempre e con tutti, per questo sarai ripagato.
Ti prometto che sarai felice sempre
e se per qualche ragione, in alcuni momenti, non lo sarai,
farò in modo che tu lo sia, senza presentarti il conto alla fine, e senza mai dirti che non puoi capire e che «quando diventerai genitore lo capirai». Avrò stima della tua sensibilità.
Si passa la vita a voler essere figli perfetti, e non lo si diventa mai. Si impara solo ad essere genitori accettabili: io sono pronta a provarci.
Che in nessun modo il mio amore strariperà, al punto da soffocarti, ammorbarti, paralizzarti, anche se è tanto e grande.
Che le mie paure non prevarranno sul corso normale della tua esistenza, compresi gli sbagli che farai e le sciagure che non potrai evitare. Insieme rideremo di un ginocchio che sanguina, di un graffio profondo, della febbre che anche tu acchiapperai, perché sei umano, e come gli umani soffrirai.
di aver cura di me, della mia salute e del mio intelletto, e che, se non proprio fiero di tua madre, sarai sereno nel saperla completa, sana, non rotta per sua volontà. E se pure le vicende mi romperanno, avrò cura che questo non sia un peso, che tu non ne soffra troppo.
per i miei errori, perché ne ho fatti e ne farò a migliaia, ma non sarà tuo il compito di cancellarli, arginarli, giustificarli. Non dovrai scusarti per le mie mancanze col mondo, né sentirti responsabile della donna che sono. Avrai già tutta una vita tua per quale imbarazzarti, sgridarti, correggerti.
resteranno mie, e da uomo libero lascerò che tu ne abbia delle tue, diverse e non condivisibili, ma sacralmente tue. Lo farò, non in silenzio, ma argomentando con te, senza sopraffarti, schiacciarti, ridurti.
Nessuno mai potrà importi come pensare, cosa dire, sentire.
Ciò che io non ho realizzato nella mia gioventù, non sarai obbligato a renderlo tu realtà. Sei altro da me, non mi appartieni.
e ti concederò di migliorarmi, di ripulirmi, di purificarmi, se in me vedrai contrasti e sbavature. Che non ti rimetterò i miei debiti con la vita, le inquietudini che ho patito e che ogni giorno mi chiederò se la mia stanchezza, in qualche modo, ti ha fatto soffrire o tolto del tempo prezioso per giocare, ridere, essere felici insieme.
"Quante cose belle ho fatto con mia madre, non si annoiava mai!", così vorrei che tu mi ricordassi, sempre pronta a rifiorire e reinventarmi. Non appassita.
di come mi hai arricchito e di come ho dedicato a te la mia intera vita. No, per questo non dovrai sentirti debitore.
Continuerò a essere una donna e la compagna di tuo padre: ci vedrai sempre sinceri reciprocamente, innamorati, e mai per un secondo dovrai chiederti se scegliere di stare dalla mia parte o dalla sua.
di sporcarti, sudare, giocare con gli animali, nuotare nel mare, ascoltare le storie, sognare in grande, agire in piccolo, volteggiare nel fluire veloce dei tuoi giorni, sviluppare infezioni, ansie, microbi e batteri. Niente ti farà paura, se non i fantasmi che abitano sotto i letti: quelli non smetteranno di farti paura mai.
e cioè che non avrò paura del mondo là fuori: della droga, dell'alcool, degli incidenti stradali, del soffocamento, delle risse al sabato sera, degli sport estremi, degli incendi e della mafia. Ma il destino, in fondo, fa quello che vuole, e ciò che mi resta da fare è sperare che la stella che ti conduce al mondo sia buona e splendente, e ti conceda una vita lunga e sicura, senza grandi brutti ricordi.
tra le mie braccia, sarò già migliore: più umile, lavoratrice, entusiasta, allegra, e che non proverò mai ad esserti amica: sono tua madre. E ti educherò nel rispetto del mare, dell'ambiente, del tuo prossimo, dell'uso delle parole e della compostezza. Sii gentile sempre e con tutti, per questo sarai ripagato.
e se per qualche ragione, in alcuni momenti, non lo sarai,
farò in modo che tu lo sia, senza presentarti il conto alla fine, e senza mai dirti che non puoi capire e che «quando diventerai genitore lo capirai». Avrò stima della tua sensibilità.
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