domenica 22 aprile 2018

Nella pancia - 22 aprile 2018

Ti chiedo perdono.
Se anche questa sera sto lasciando che questo stato d'animo si muova indisturbato tra di noi, in condivisione tra me e te. E non ti fa bene: dovresti solo sentire il rumore delle mie risate, o il cuore che mi batte forte di felicità, ma stasera c'è questa cosa amara, un misto di solitudine e delusione, qualcosa come una sconfitta, che mi alberga dentro, e investe te, ed io vorrei solo proteggerti ecco perchè
ti chiedo perdono,
se dico tanto che mi hai migliorata e resa più forte, e poi mi lascio buttare a terra dalla cattiveria gratuita, dal sarcasmo tagliente, dalle insinuazioni inutili e dall'insoddisfazione altrui, che genera mostri, che sono minuscoli e a me sembrano enormi, sarà anche per questo che
ti chiedo perdono,
se la rabbia - a volte - assorbe tutto il resto, e oltre a noi due, a me e al mio pancione, privilegio e piccolo mondo, non mi fa vedere che un paesaggio desertico, fatto di cose, cose inutili, oggetti, che distraggono dal punto veramente importante di tutto questo discorso, ovvero il fatto che
io sono incinta,
e forse qualcuno se lo scorda, o pensandoci troppo, cade nella trappola di pensarmi già madre, e per questo dotata di infinita di Misericordia. Ma io non l'ho. Pertanto, continuo a chiederti perdono se
lavo i vestiti, pulisco la mia casa, spingo avanti e indietro il Folletto, rifaccio i letti, e faccio il mio lavoro - che ricordo non è la casalinga - insomma la mia vita di sempre, anche se non dovrei, dovrei far la principessa, così forse un po' la mia stanchezza e il mio sacrificio avrebbero il sapore agrodolce del compatimento.
E invece col cazzo. Perché penso io che l'energia mi arriva da te, e se tu me la dai, allora chi mi ammazza? Ma la colpa è mia, è mio il difetto: non so chiamare aiuto. Non sono mai stata in grado. Una mamma un poco testarda.
Ecco ti chiedo perdono quando penso poco a me stessa, e faccio tanto per tutti, anche solo ascoltando, sopportando e sorridendo, non reagendo mai, per questa smania d'essere invincibile, corretta. Di perdonare.
Ma stasera, figlio mio, perdonami tu
perché ti scrivo ciò che già sai, perché essendo una viscera mia, lo sai cosa c'è nelle mie viscere: un groviglio di pensieri, brutte sorprese, momenti amari e la certezza che se, a questo mondo, non ti difendi da solo, non impari venirne a capo in autonomia, nessuno potrà farlo: centrati come siamo, tutti quanti, sulle nostre adorabili egoistiche miserie.
Tranne la tua mamma. Mamma tua scalerà il mondo, per te.

sabato 20 gennaio 2018

Fuori dalla pancia - Nel giorno del tuo Battesimo

Ti chiederai se Dio c'è.
Lo farai tante volte, e ti sarà sempre lecito farlo, nei modi e nei tempi più diversi. Sarà sempre in un momento triste per te, ecco perché ci auguriamo che tu te lo chieda poco. Pochissimo.
Nei momenti felici, sarai grato, e potrai chiamarlo fortuna, destino, fato. A seconda di quello che la vita ti darà e di come il tuo spirito sarà allenato a rendere grazie per le cose belle. Questo ci auguriamo che avvenga, invece, moltissimo.
Adesso mamma e papà stanno scegliendo per te un sacramento, una religione che è la nostra, e che speriamo ti accompagni.
Per il tuo futuro desideriamo anche che tu sia libero e forte, e che possa ritrovare l'equilibrio della tua anima, restando sempre fedele a te stesso, e ad una spiritualità rispettosa della vita altrui. Desideriamo che tu sia in grado ed abbia voglia di dialogare con Dio, con qualsiasi mezzo o religione ti avvicini alla felicità, alla bontà e alla pazienza. E se questo avverrà nel rispetto del Creato, noi accoglieremo ogni pensiero, ogni scelta e ogni percorso che sentirai di dover seguire. Se le tue mani costruiranno, non ti mancherà nulla. Se sarai gentile, avrai aiuto nelle difficoltà.
Ringrazia per il pane, e che non ti sembri mai poco.
Ringrazia per la salute, e che non ti sembri mai scontata.
Non arrabbiarti, condividi il tuo cibo e accarezza ogni animale come fosse tuo fratello. Non chiedere se prima non hai ringraziato, e prenditi del tempo per mettere in discussione le tue certezze, quello che senti.
Anche quando non crederai più a niente, ti ameremo. Anzi, di più (qualora fosse possibile).
L'amore è ciò che troverai, anche quando resteremo in silenzio davanti alle tue domande sulla volontà, la responsabilità e il dovere.
L'amore è ciò che muoverà i tuoi piedi nel mondo, in connessione armoniosa con tutte le persone che incontrerai, perdonerai, aiuterai.
Per elevarti dovrai piangere, ma se diffonderai il Bene, avrai sempre qualcuno che ti asciugherà le lacrime.
Allora fai il Bene e prega tanto, affinché la tua anima sia pulita, senza rancore. Prega sempre di essere migliore.
Sceglierai da uomo libero se amare Dio e dove cercarlo.
Noi ci auguriamo che tu possa trovarlo dove i tuoi occhi posano. Anche nella solitudine, lo vedrai brillare tra due stelle, ti sentirai leggero e questo ti farà sospirare, in pace con quello che sei e con ciò che ti circonda.
Mamma e Papà

Giorni ottimi e giorni di pioggia: come gestire una crisi senza andare nel panico.

Ci sono giorni ottimi, giorni buoni e giorni meno buoni. Quando un giorno è ottimo e papà è libero, poi, diventa perfetto. Ma papà oggi lavo...